Un anno fa, il 25 novembre del 2020, in piena pandemia e con uno schieramento di forze degno di un’operazione antimafia, il Nuovo Cinema palazzo veniva sgomberato, saccheggiato e murato. Mentre attivist* e cittadin* venivano tenuti a distanza da cordoni di polizia e i furgoni bloccavano le vie intorno a piazza dei Sanniti, l’insegna veniva divelta sotto lo sguardo gongolante dei rappresentanti della proprietà, la stessa proprietà che dieci anni prima aveva affittato il Cinema a una società in odore di malaffare che si accingeva a trasformare la sala in casinò.
In dieci anni il Nuovo Cinema Palazzo è stato una dinamo di iniziative culturali, sportive, politiche, solidali.
Il Nuovo Cinema Palazzo è stato la nostra casa.
Dopo lo sgombero, anche l’assoluzione di chi era sotto processo per l’occupazione ha riconosciuto (se ce ne fosse stato bisogno) che la storia del Nuovo Cinema Palazzo è iniziata da un atto di responsabilità e amore.
Un anno fa lo sgombero, dopo dieci anni di attività, ha interrotto questa storia.
In questi giorni, in cui gli altri due spazi sociali di San Lorenzo rischiano di venire cancellati, chiediamo ai decisori politici cosa intendano fare, se intendano intervenire, se intendano svolgere davvero il ruolo che gli spetta – trovare soluzioni che garantiscano il buon vivere nella città che amministrano – o se, al contrario, siano disposti a cedere definitivamente queste funzioni a privati senza scrupoli o burocrati senza anima.
Pubblichiamo il comunicato del collettivo del Nuovo cinema Palazzo
È già passato un anno dallo sgombero del Nuovo Cinema Palazzo, un anno da quando uno spazio liberato è stato restituito alla proprietà che ne voleva fare un casinò e che ora a distanza di 365 giorni lo tiene murato e inaccessibile ad una comunità che ne avrebbe bisogno come l’aria.
In questo anno dallo sgombero abbiamo assistito all’immobilismo prima e all’incapacità poi delle istituzioni di acquisire uno spazio fondamentale per il quartiere e per la città, abbiamo visto una piazza trasformarsi da luogo di incontro a parcheggio, abbiamo osservato un intero quartiere ingrigirsi. Come se non bastasse in questi mesi si sono aggiunti gli attacchi ad Esc Atelier, Communia e Atletico San Lorenzo, tutte mosse focalizzate a trasformare San Lorenzo, ad annientarne le esperienze sociali che per anni l’hanno difeso e a consegnarlo nelle mani di speculatori e palazzinari.
Noi, la comunità viva e resistente di San Lorenzo, saremo nelle strade e nelle piazze, ci continueremo ad incontrare nei nostri spazi, li difenderemo e continueremo a sognare di riaprire quello che per 10 anni è stato “il luogo del possibile”.
