Quelle che presentiamo non sono risposte, ma prime non esaustive considerazioni in merito ad un’occasione. Quella rappresentata dalla presentazione delle linee guida sulle quali l’Assessorato alla Trasformazione Urbana, Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica di Roma Capitale, imposterà la redazione dello Schema di Assetto Preliminare (SAP).
Cosa sono le linee guida? Roma Capitale ne fornisce una sintesi nella tavola S.2.1. In quell’elaborato vengono definite come “le potenziali trasformazioni articolate secondo diversi ambiti e contesti che interessano il quartiere”. La definizione del Sap è indicata come strumento che: “individua azioni e interventi da promuovere per la riqualificazione del quartiere a partire dagli spazi pubblici e dal sistema dei servizi e della tutela e valorizzazione delle emergenze storico architettoniche e identitarie”.
La Libera Repubblica di San Lorenzo (LRSL), spazio pubblico di condivisione di lotte, sogni, desideri e progetti tra comitati, associazioni, cittadini del quartiere, accetta la sfida di quest’occasione nel medesimo modo con cui ha seguito il cosiddetto processo di partecipazione che ha preceduto la proposta delle linee guida.
Un processo che ha mostrato da parte di Roma Capitale la volontà di presentare, più che discutere insieme con i cittadini, i progetti che intanto piovevano addosso al quartiere. La LRSL è stata capace di sottrarsi a questa inutile pratica promuovendo effettive occasioni di autogoverno nei confronti dei tanti “poteri” che stanno allungando le loro mani sul nostro abitare: costruttori privati, Università, Cassa Depositi e Prestiti, spesso rincorsi dall’Amministrazione. La LRSL, con la presentazione di queste “osservazioni” intende continuare la propria pratica che l’ha vista caratterizzare la fase passata di interlocuzione con Roma Capitale, facendo riferimento non “a quanto è possibile fare stando così le cose”, ma alludendo (forma del pensiero che viene prima del progettare) all’abitare a venire. Domande al posto di risposte. Ci conferma che possiamo fare così la recentissima questione del parcheggio universitario, che la governance Sapienza voleva realizzare sui resti della villa romana a via De Lollis. Un progetto che Roma Capitale aveva portato fino alla Conferenza dei servizi, che proprio i “ragionamenti urbani” della LRLS hanno fatto naufragare. Un impegno forte da parte nostra che ci ha portati prima a non accettare come ineluttabile quel progetto e la storia della perdita dei finanziamenti che solerti funzionari comunali ci ripetevano come un “mantra edilizio”, poi a interloquire direttamente con Sapienza sul merito che quei ritrovamenti, magistralmente spiegatici grazie ad un processo di autoformazione fatto con studenti e dottorandi del dipartimento di Archeologia, potevano essere una risorsa per il quartiere e per la città.
Vogliamo e intendiamo lavorare intorno alle grandi possibilità che il nostro quartiere presenta e non per condividere soluzioni appiccicaticce tendenti alla riduzione del danno. Intendiamo proporre le nostre osservazioni alle linee guida assumendo come timone le componenti indicate: parti edificate, spazi aperti, connessioni, sistema dei valori storici e architettonici e identitari. A queste vogliamo aggiungerne un’altra. Quella rappresentata da chi San Lorenzo abita e vive, perché siamo convinti che le trasformazioni della città appartengano a chi le vive e costruisce materialmente.
San Lorenzo, è bene ricordarselo, nasce come luogo di ricovero di chi, venuto alla fine dell’800 a costruire le case degli altri, ha trovato prima un rifugio nel porticato della Basilica e, poi, in edifici tirati su in tutta fretta, che da subito hanno avuto bisogno di forme di sostentamento edilizio per essere riconosciuti come individui edilizi.
La Volontà di sapere – Premessa
Libera Repubblica di San Lorenzo, 2015
