“100 parchi per Roma” più uno: la particella 26

Oggi raccontiamo un’altra storia lunga e confusa. Lo è non perché non sia chiara, ma perché in tutti questi anni ci è sembrato di aver avuto a che fare con l’avvocato “azzecca-garbugli”, quello che nei Promessi Sposi inganna il povero Renzo con il suo linguaggio legale incomprensibile, nonostante il tono appaia persuasivo e complice.

Nel quartiere di San Lorenzo a Roma la mancanza di aree verdi è enorme, al di sotto di ogni standard e per questo ogni singolo pezzetto di area libera appare come una possibilità per realizzare un giardino. Quella che chiamiamo particella 26 (è così che risulta censita al Catasto Urbano: foglio 611 particella 26) è una piccola area di proprietà pubblica nella quale l’amministrazione potrebbe realizzare il giardino con gli orti didattici che la scuola vorrebbe gestire.

Ma c’è un problema! L’area è inaccessibile, c’è un cancello che ha chiuso la strada per raggiungerla, di fatto privatizzandola. Risulta interclusa da cancelli e passaggi a disposizione esclusiva di privati, trasformando la servitù di accesso per i confinanti in proprietà esclusiva. I cittadini e le cittadine da anni cercano di capire come sia potuto avvenire.

Chi ha autorizzato la posa in opera di quel cancello? Chi ha autorizzato il passo carrabile?

Nel 2015 in occasione della redazione dello schema preliminare per il Progetto urbano San Lorenzo il Dipartimento Patrimonio redigeva uno schema con i dati catastali e patrimoniali dei beni di proprietà pubblica. Fra questi figurava la particella 26, descritta come lotto intercluso di 1145 metri quadri di proprietà di Roma Capitale, sita in via dei Sabelli 195.

Nello schema di assetto preliminare del Progetto urbano San Lorenzo veniva previsto l’uso dei manufatti e delle aree di proprietà comunale non solo per colmare la carenza di servizi rilevata nel quartiere, ma anche come nodi del sistema degli spostamenti pedonali privilegiati. Questi ultimi avrebbero dovuto seguire il più possibile la rete del verde inserendo al suo interno anche spazi destinati a “orti urbani” come ad esempio l’area denominata “particella 26” di proprietà comunale interclusa tra via dei Sabelli e via dei Volsci nell’ambito di valorizzazione C11.

Nel 2016, sabato 5 marzo, incaricati dall’assemblea della Libera Repubblica di San Lorenzo, un gruppo di esploratori si sono recati nel luogo e hanno scoperto che la particella 26 era irraggiungibile, perché murata da uno spaventoso muro di confine con la nuova lottizzazione di via dei Sabelli; da una strada chiusa da due cancelli, privatizzata da residenti, da un altro fronte di case sul lato del Verano e da un lotto più basso al quale si accede da via dei Volsci. Grazie alla disponibilità di un abitante delle case che sono sul lato del Verano e alle quali si accede da via dei Sabelli, gli esploratori hanno potuto vedere il lotto dalle sue finestre. Anche chi abita in queste case da anni subisce l’indifferenza dell’Amministrazione a cui si rivolge costantemente per segnalare l’incuria con cui è tenuto quello spazio pubblico.

Il 25 aprile del 2017 durante i festeggiamenti per la Liberazione, famiglie e persone di tutte le età hanno deciso di liberare simbolicamente quello spazio pubblico. Hanno bussato al citofono apposto sul cancello e sono entrati per piantare un ulivo. Per questa azione molte persone sono state denunciate, mentre nulla è stato fatto contro chi si è appropriato illecitamente di quello spazio nell’indifferenza dell’amministrazione.

In tutti questi anni si è tentato in ogni modo di capire come mai l’amministrazione non sia riuscita a ripristinare la legalità. Sono stati prodotti montagne di richieste, lettere, incontri, accesso agli atti, sopralluoghi, grazie anche all’impegno costante di Barbara Auleta. Il risultato è che ancora oggi quella superficie verde e incolta, che potrebbe diventare un giardino, è irraggiungibile.

Nel 2018 il Dipartimento Patrimonio rispondeva così all’ennesima richiesta di accertamento della proprietà dell’area: «si comunica che la particella 26 del foglio 611 è pervenuta al Patrimonio di Roma Capitale con atto notaio dott. Tito Giuliani repertorio n.13826 del 13 giugno 1914». Dunque nessun dubbio, quello spazio ci appartiene.

Nel settembre del 2018 il Municipio ha richiesto l’affidamento in gestione di quell’area che le è stata consegnata a seguito del sopralluogo avvenuto il 26 settembre.

Nel verbale redatto in quell’occasione si legge:

«i presenti constatano che il civico 195 di via dei Sabelli, corrispondente con l’accesso della particella 50 del foglio 611 è delimitato da un cancello che i presenti trovano aperto. Il portiere, constatata la presenza dei convenuti, consente l’accesso. Su tale cancello risulta rilasciato un passo carrabile per il quale si richiede la verifica della regolarità. La particella 50 risulta utilizzata così come parte della particella 26. Si chiede pertanto al corpo della polizia locale tutti gli accertamenti del caso ed eventuali atti necessari per il rilascio forzoso del bene pubblico. All’ingresso della particella 26 è presente un secondo cancello trovato aperto. La particella risulta in parte utilizzata ed in parte area verde incolta e abbandonata con presenza di varie essenze arboree. Quest’ultima parte, libera da persone e cose viene immessa nel possesso del Municipio Roma II che si dovrà operare per il rilascio di eventuali servitù di passaggio necessarie essendo il lotto intercluso».

Alla fine del sopralluogo il rappresentante del  Dipartimento Patrimonio consegna l’area al rappresentante del Municipio, mentre il portiere gli consegna le chiavi del cancello pedonale.

Quel giorno tutti i cancelli erano aperti ed era facile entrare, ma poi si sono richiusi! Perché dal 2018 il Municipio non è riuscito a farsi rilasciare una servitù di passaggio? Cosa impedisce al quartiere di utilizzare quel giardino che appartiene a tutti noi? Chi è il privato che ci impedisce di entrare?

In questi giorni il sindaco Gualtieri ha annunciato l’ambizioso progetto di realizzare “100 parchi per Roma” attraverso il recupero, la riqualificazione e la valorizzazione di aree verdi inutilizzate o degradate, restituendole alla piena fruibilità pubblica. Sono 16 i progetti già finanziati con uno stanziamento in bilancio di oltre 35 milioni di euro.

Noi continuiamo a credere che si possa aprire anche quel cancello, un progetto ambizioso anche il nostro: poter accedere alla particella 26.