L’incredibile storia del parco di via De Lollis

Ricostruiamo una storia che ha dell’incredibile. Racconta di un piccolo appezzamento di terreno fra via De Lollis e via dei Dalmati recintato con bandoni di lamiera e abbandonato da anni.

È dell’8 luglio del 2010 (14 anni son passati!) l’intesa fra Stato e Regione Lazio per la costruzione di un parcheggio multipiano interrato (lo reclamava l’Università) nell’area fra via Cesare De Lollis e via dei Dalmati, prevedendo contemporaneamente la realizzazione in superficie di strutture sportive e la generale riqualificazione dell’area.

Ma ecco che appena si comincia a scavare escono alla luce preziosi resti archeologici. La Soprintendenza ferma tutto. Il progetto è da rifare. Le indagini archeologiche, anche se non hanno potuto riguardare l’intera area hanno evidenziato resti del quinto secolo avanti Cristo, con ritrovamenti di viabilità e un ampio reticolo di ambienti ipogei, nonché i resti una villa con annesse strutture termali. La Soprintendenza avvia anche la procedura per l’apposizione del vincolo archeologico sull’intera area.

Arriviamo al 2015 quando il consiglio di amministrazione dell’Università delibera di abbandonare il progetto del parcheggio multipiano interrato, delle strutture sportive e della riqualificazione dell’area di superficie in via De Lollis-via dei Dalmati.

A quel punto l’assessore Giovanni Caudo annuncia “recupereremo l’area, dove nascerà un parco archeologico, e vi realizzeremo, come era previsto in origine, una piscina pubblica per il quartiere”.

Siamo nel 2017 e il quartiere, in particolare il Comitato Dalmati-Vestini, decidono di battersi in ogni modo per la creazione di un parco nell’area e fondano l’Associazione Ecomuseo San Lorenzo. Organizzano un Forum nella facoltà di Archeologia durante il quale presentano un primo progetto concordato con il Municipio e la Soprintendenza archeologica.

Passa più di un anno prima che venga convocata un’assemblea pubblica alla presenza delle associazioni, comitati e cittadini, che approvano un documento inviato poi alle istituzioni municipali, all’università La Sapienza, alla Soprintendenza Archeologica. Si chiede di procedere con la realizzazione di un parco verde del quale il quartiere ha estremo bisogno e la valorizzazione culturale dei resti ritrovati.

Intanto nell’area di fronte, siamo nel 2018, inizia la costruzione di un immobile che si scoprirà poi essere un albergo esclusivo, il Soho Hotel, inaugurato nel novembre 2021. Solo tre anni per realizzare un’enorme cubatura, mentre per il piccolo parco ancora si aspetta, nonostante i numerosi annunci della presidente Del Bello, che riconfermata nella carica nel 2021, aveva dichiarato che nei primi 100 giorni del suo mandato avrebbe realizzato il parco De Lollis.

Su come dovesse essere fatto il parco era ancora aperta una disputa, fra chi approvava il progetto presentato dall’Impresa Barletta (costruttrice del Soho Hotel) che si dichiarava pronta a realizzarlo e chi invece proponeva un’altra soluzione, utilizzando gli oneri concessori versati dall’impresa.

Arriviamo agli anni drammatici della pandemia e le associazioni, i cittadini, gli spazi sociali scrivono a maggio del 2020 una lettera alle istituzioni municipali e comunali per chiedere spazi verdi pubblici aperti a tutti e tutte a San Lorenzo, in particolare il tanto atteso Parco di via De Lollis.

Si va avanti ancora con annunci, promesse, ottimismo “L’ufficio tecnico del Municipio sta già lavorando alla pubblicazione della manifestazione d’interesse che sarà pubblicata entro dieci giorni- spiega la minisindaca Francesca Del Bello – il progetto, tra l’area per il gioco libero, il playground, un boschetto ed un’area giochi per bambini, consentirà di recuperare uno spazio importante”.

La Giunta del Municipio aveva approvato il 13 agosto 2021 la delibera n. 24 che prevede di approvare il progetto relativo alla realizzazione di un parco pubblico in via Cesare De Lollis, e si impegnava a dare mandato agli Uffici competenti affinché venisse predisposto un avviso pubblico volto alla ricerca di sponsorizzazioni mediante servizi, attività, forniture e lavori da parte di soggetti privati per la realizzazione dell’intervento di cui sopra. Alla data odierna non ci risultano attività in corso.

Oggi, siamo nel 2024, compare un cartello.

Con sorpresa di tutti l’Università La Sapienza, proprietaria del lotto confinante con la Casa dello Studente e con le “aulette” dei Laboratori di Informatica, è partita con i lavori per realizzare “aule temporanee”. Mezzi meccanici sono già all’opera per costruire quanto promesso nel cartello: un non meglio specificato numero di aule temporanee, il cui rendering, arricchito anche di aiuole fiorite, stride decisamente con l’abbandono del resto dell’area e con il disordine che caratterizza tutto il lato di proprietà pubblica della strada.

La conclusione dei lavori viene indicata a maggio 2024, la durata del “temporaneo” nemmeno è ipotizzata e il pensiero corre, inevitabilmente, alle aule di Informatica, realizzate con pannelli prefabbricati che “stabilmente” e da tempo occupano il resto dell’Ambito su via Tiburtina.

La Sapienza continua così ad allargarsi a macchia d’olio sul tessuto di una porzione della città storica, secondo una direttrice che dagli edifici di via De Lollis giunge sino a largo Passamonti e via dello Scalo.

Viene spontaneo il confronto tra la determinazione e la rapidità con cui l’università persegue i suoi interessi e le nebbie che avvolgono le promesse dell’Amministrazione alle cittadine e ai cittadini, in attesa che il sole della realizzazione dia forma certa e concretezza all’ultima versione di un servizio sempre richiesto: uno spazio verde fruibile per tutti sulla superficie che ha ricoperto di terra i ritrovamenti archeologici.

Nebbia e tempi che hanno consentito in questo Ambito di Valorizzazione, come negli altri previsti dal PRG per San Lorenzo, che i privati disponessero a vario titolo e con profitto economico di parti pubbliche, nel caso specifico di via dei Dalmati. E che hanno consentito in altre parti del quartiere di sacrificare alberature storiche per campi da gioco privati e a via De Lollis di sacrificare i campi sportivi per gli studenti, secondo gli interessi di Sapienza.

Sono queste le risposte dell’Amministrazione alle urgenze segnalate dagli abitanti o dagli studenti fuori sede?

E’ questo che riqualifica San Lorenzo?